Florilegio di frasi agostiniane

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  1. Dilige et quod vis fac.
    Ama e fa’ ciò che vuoi. (In Io. Ep. tr. 7, 8)
     
  2. Fecerunt itaque civitates duas amores duo: terrenam scilicet amor sui usque ad contemptum Dei, coelestem vero amor Dei usque ad contemptum sui.
    Due amori fecero due città: la città terrena l’amore di sé fino al disprezzo di Dio, la città celeste l’amore di Dio fino al disprezzo di sé. (De civ. Dei 14, 28)
     
  3. Quis alius noster est finis nisi pervenire ad regnum, cuius nullus est finis?
    Quale altro sarà il nostro fine, che giungere al regno che non avrà fine? (De Civ. Dei 22, 30.5)
     
  4. Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te.
    Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. (Confess. 1, 1, 1)
     
  5. Pondus meum amor meus, eo feror quocumque feror.
    Il mio peso è il mio amore; esso mi porta dovunque mi porto. (Confess. 13, 9, 10)
     
  6. Delectatio quippe quasi pondus est animae.
    Il godimento è appunto quasi la legge di gravitazione dell’anima. (De mus. 6, 11, 29)
     
  7. Quis autem veraciter laudat, nisi qui sinceriter amat?
    Chi mai loda veramente, se non chi ama sinceramente? (Ep. 140, 18, 45)
     
  8. Pedes tui, caritas tua est.
    I tuoi piedi sono il tuo amore. (En. in ps. 33, d. 2, 10)
     
  9. Duos pedes habeto, noli esse claudus.
    Abbi due piedi, non essere zoppo. (En. in ps. 33, d. 2, 10)
     
  10. Dic animae meae: salus tua ego sum. Sic dic, ut audiam. Ecce aures cordis mei ante te, Domine; aperi eas et dic animae meae: salus tua ego sum.
    Dì all’anima mia: Io sono la tua salvezza (Ps 34, 3). Dillo, che io l’oda. Ecco, le orecchie del mio cuore stanno davanti alla tua bocca, o Signore. Aprile, e dì all’anima mia: Io sono la tua salvezza. (Confess. 1, 5, 5)
     
  11. Sicut aures corporis ad os hominis, sic cor hominis ad aures Dei.
    Come l’orecchio nostro alla bocca dell’uomo, così il cuore dell’uomo all’orecchio di Dio. (En. in ps. 119, 9)
     
  12. Non corporis voce, quae cum strepitu verberati aeris promitur, sed voce cordis, quae hominibus silet, Deo autem sicut clamor sonat.
    [Ad Dominum clamavi] ... non con la voce del corpo, la cui sonorità risulta dalla vibrazione dell’aria, ma con la voce del cuore, che è silenziosa per gli uomini, ma innanzi a Dio risuona come un grido. (En. in ps. 3, 4)
     
  13. Quid prodest strepitus oris muto corde?
    A che serve lo strepito della voce, se il cuore tace? (In Io. Ev. tr. 9, 13)
     
  14. Nimis inimica amicitia, seductio mentis investigabilis ... cum dicitur: Eamus, faciamus, et pudet non esse impudentem. (Confess. 2, 9, 17)
    O amicizia veramente nemica, seduzione insondabile della mente. Si dice: andiamo, facciamo! E ci si vergogna di non essere svergognati. (Confess. 2, 9, 17)
     
  15. Amicitia non est vera, nisi cum eam tu agglutinas inter inhaerentes tibi caritate diffusa in cordibus nostris per Spiritum Sanctum qui datus est nobis.
    L’amicizia non è vera se non sei tu a cementarla tra coloro che aderiscono a te, con la carità dello Spirito Santo, che hai effuso nei nostri cuori. (Confess. 4, 4, 7)
     
  16. Suspectus est nescio quis quasi inimicus, et forte est amicus. Videtur alter quasi amicus, et est forsitan occultus inimicus. O tenebrae!
    Un tale è sospettato che sia un nemico, ed è, forse, un amico; un altro sembra essere amico, e forse è un nemico nascosto. Che buio! (Serm. 49, 4)
     
  17. Mens nostra pruriens in auribus.
    La nostra mente smaniosa di udire. (Confess. 4, 8, 13)
     
  18. Fluitat humana memoria per varias cogitationes, nec in cuiusquam potestate est quid et quando ei veniat in mentem.
    La memoria dell’uomo ondeggia da un pensiero all’altro, e nessuno può determinare cosa gli sovvenga nei diversi momenti. (De cons. Evang. 3, 13, 48)
     
  19. Doce ergo me suavitatem inspirando caritatem ... Doce me disciplinam donando patientiam, doce me scientiam illuminando intelligentiam.
    Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente. (En. in ps. 118, 17, 4)
     
  20. Promiseram autem, si meministi, me tibi demonstraturum esse aliquid quod sit nostra mente atque ratione sublimius. Ecce tibi est ipsa veritas: amplectere illam si potes et fruere illa.
    Avevo promesso, se ricordi, di dimostrarti che v’è un essere più elevato della nostra mente e della nostra ragione. Ecco, è la verità stessa: abbracciala, se puoi, e godila. (De lib. arb. 2, 13, 35)
     
  21. Impia mens odit etiam ipsum intellectum.
    La mente empia disdegna perfino lo stesso intendere. (Serm. 156, 1)
     
  22. Homo aliquando nimium mente perversa timet intelligere, ne cogatur quod intellexerit facere.
    Talvolta chi è troppo perverso d’animo teme di capire, per non essere costretto a mettere in pratica ciò che può avere capito. (Serm. 156, 1)
     
  23. Beatus qui amat te et amicum in te et inimicum propter te. Solus enim nullum carum amittit cui omnes in illo cari sunt, qui non amittitur.
    Beato chi ama te e l’amico in te e il nemico per te. Non perde nessuna persona cara solo colui al quale sono tutti cari nell’unico che non si può perdere, te. (Confess. 4, 9, 14)
     
  24. Ibi est locus quietis imperturbabilis, ubi non deseritur amor, si ipse non deseratur.
    Il luogo della quiete imperturbabile è dove l’amore non conosce abbandoni, se lui per primo non abbandona. (Confess. 4, 11, 16)
     
  25. In quibuslibet rebus humanis nihil est homini amicum sine homine amico.
    In ogni situazione umana nulla ci è amico senza una persona amica. (Ep. 130, 4)
     
  26. Adtendite non praesumere de pecunia, de amico homine, de honore et iactantia saeculi.
    State attenti a non riporre la vostra fiducia sul denaro, sulle amicizie, umane e sugli onori o le vanità del secolo. (En. in ps. 131, 25)
     
  27. Ex amante alio accenditur alius.
    È dall’amore dell’uno che si accende l’amore dell’altro. (Confess. 4, 14, 21.
     
  28. In illo ergo amentur. Et rape ad eum tecum quas potes et dic eis: hunc amemus, hunc amemus.
    Amiamo tutti in lui. Attira verso di lui con te tutti quelli che puoi e dì loro: amiamo lui, amiamo lui. (Confess. 4, 12, 18)
     
  29. Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?
    Se togliamo il fondamento della giustizia, che cosa sono gli stati se non delle grandi associazioni a delinquere? (De civ. Dei 4, 4)
     
  30. Noli foras ire, in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas. Et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et teipsum. Illuc ergo tende, unde ipsum lumen rationis accenditur.
    Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione. (De vera rel. 39, 72)
     
  31. Sero te amavi, pulchritudo tam antiqua et tam nova. Sero te amavi! Et ecce intus eras et ego foris, et ibi te quaerebam et in ista formosa, quae fecisti, deformis irruebam.
    Tardi ti amai, Bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo; deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. (Confess. 10, 27, 38)
     
  32. Nunc autem quoniam quem tu imples, sublevas eum, quoniam tui plenus non sum, oneri mihi sum.
    Tu sollevi chi riempi; io ora, non essendo pieno di te sono, un peso per me. (Confess. 10, 28, 39)
     
  33. Amor, qui semper ardes et numquam extingueris, caritas, Deus meus, accende me!
    O amore, che sempre ardi senza mai estinguerti, carità, Dio mio, infiammami! (Confess. 10, 29, 40)
     
  34. Da quod amo: amo enim. Et hoc tu dedisti. Ne dona tua deseras, nec herbam tuam spernas sitientem.
    Dammi ciò che amo. Perché io amo, e tu mi hai dato di amare. Non abbandonare i tuoi doni, non trascurare la tua erba assetata. (Confess. 11, 2, 3)
     
  35. Diligens inquisitor inveniet.
    Un ricercatore accurato riscontrerà ciò. (De cons. Evang. 3, 13, 49)
     
  36. Et tota spes mea non nisi in magna valde misericordia tua. Da quod iubes, et iube quod vis.
    Ogni mia speranza è posta nell’immensa grandezza della tua misericordia. Dammi quello che comandi e poi comanda ciò che vuoi. (Confess. 10, 29, 40)
     
  37. Talis est quisque qualis eius dilectio est. Terram diligis? Terra eris. Deum diligis? Quid dicam? Deus eris? Non audeo dicere ex me; Scripturas audiamus: Ego dixi: dii estis et filii Altissimi omnes.
    Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell’Altissimo. (Sal 81, 6) (In Io. Ep. tr. 2, 14)
     
  38. Ama et propinquabit; ama et habitabit.
    Ama ed egli